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5 TIPICITA' E TRADIZIONI

5 TIPICITA' E TRADIZIONI

Palio dell'Argentario

Palio dell'Argentario in Maremma

Il Palio dell'Argentario, detto anche Palio Marinaro dell'Argentario, si disputa ogni 15 agosto a Porto Santo Stefano, capoluogo di Monte Argentario.

Consiste in una regata remiera (4 vogatori e 1 timoniere) che mette in competizione quattro battelli, chiamati "guzzi" (gozzo classico) (ogni battello ha il nome di un vento, Maestrale, Grecale, Libeccio, Scirocco) rappresentanti i quattro rioni cittadini:

Croce, Fortezza, Pilarella e Valle. Gli equipaggi si contendono il Palio su un percorso di 4.000 metri diviso in 4 corsie, delimitato da boe chiamate gavitelli, effettuando 5 virate a largo e 4 a terra. (Risulta essere una delle gare remiere più lunghe al mondo).
Numerose leggende ricoprono il promontorio dell'Argentario. Tra le più ricordate dalla popolazione locale c'è quella che vede derivare le origini del palio dalla lotta per la sopravvivenza dei pescatori di Porto Santo Stefano contro i pirati che infestavano le acque del Tirreno.

IL MAGGIO

Il Maggio in Maremma

Nella notte fra il 30 aprile e il 1 maggio -in Maremma-è ancor oggi viva, in molte zone della Maremma grossetana, la tradizione del canto cerimoniale di questua che affonda le proprie radici in antichi riti agrari e di passaggio delle stagioni.

Questa usanza, che ha finito per prevalere nel panorama simbolico del mondo tradizionale, oltre a mantenere lo spirito di ospitalità e le relazioni di scambio cerimoniale, si è resa visibile anche al grande pubblico attraverso alcune rassegne (si ricordano in proposito quelle di Braccagni e di Grancia nel comune di Grosseto) nelle quali i gruppi, portatori della tradizione, si esibiscono rappresentando sul palco il loro spettacolo itinerante.

A Grosseto alla fine degli anni '70 e nei primi anni '80, grazie all'impegno dell'antropologo Roberto Ferretti (1948 - 1984) vennero realizzate alcune rassegne dei maggi che consentirono alla gente di conoscere e di riappropriarsi di questa usanza. Ancora oggi la tradizione è presente in molte zone del territorio maremmano, grazie alle squadre che si costituiscono spontaneamente per l'occasione e che comprendono spesso gruppi familiari, amici, conoscenti, amanti della tradizione. Oggi, a differenza del passato, le "squadre " dei maggiaioli sono formate anche da donne e da ragazzi. 

IL BALESTRO DEL GRIFALCO

Il Balestro del Grifalco in Maremma

Il Balestro del Girifalco, è una delle maggiori rievocazioni storiche medievali della Toscana, che si svolge a Massa Marittima. Consiste in una gara di tiro al bersaglio (detto Corniolo o Tasso e fissato su un grande ritratto del Girifalco) con la Balestra antica all'italiana.

Salvo edizioni straordinarie, in occasione di fatti ed eventi di grande risonanza nazionale e/o mondiale, il Balestro del Girifalco si svolge nella piazza del paese due volte all'anno: la quarta domenica del mese di maggio e la seconda domenica d'Agosto.

Ogni gara si svolge tra i balestrieri in rappresentanza dei 3 Terzieri in cui è divisa la città, fin dai tempi del libero comune. La rievocazione storica, conta la presenza di circa 150 figuranti, abbigliati con preziosi costumi medievali in velluto, tra i quali spiccano le rappresentanze del Libero Comune e delle antiche istituzioni massetane, quelli dei tre Terzieri e gli sbandieratori della Compagnia Sbandieratori e Musici Massetani, che si esibiscono prima dell'inizio della competizione, che si svolge nella stupenda cornice della duecentesca Piazza Garibaldi, di fronte al celeberrimo Duomo di Massa Marittima.

Tortelli Maremmani

Torteli in Maremmap

Piatto Maremmano per eccellenza: I tortelli
Non potete venire in maremma e non gustare i famosi tortelli maremmani, grandi e gustosi, non potrete più frane a meno!

Un primo piatto toscano molto ricco, preparato con ingredienti genuini, saporito e gustoso, apprezzato da tutta la famiglia.Oltre agli ingredienti provenienti dalle splendide campagne della Maremma, ciò che caratterizza il tortello maremmano sono le dimensioni; infatti è molto più grande rispetto al comune raviolo. Il condimento ideale è il sugo maremmano, ma i tortelli sono ottimi anche con burro, salvia fresca e una spolverata di parmigiano.

"I Butteri" Maremmani

Butteri in Maremma

Da infaticabili guardiani delle mandrie a custodi delle tradizioni maremmane: è questo oggi il compito principale dei butteri, i famosi cow boys della costa tosco-laziale.

Quando in Maremma vigeva l’organizzazione per latifondi, pascolavano nelle distese agricole mandrie di mucche dalle corna a lira e branchi di robusti cavalli dal manto baio o morello. In ogni serrata (era questo il nome degli appezzamenti destinati al pascolo, piccole distese ricche di vegetazione lasciate incolte) potevano vivere branchi di 500 bovini o di 150 cavalli; si trattava di bestie forti e dagli zoccoli robusti, adatte alle vita in quelle terre insalubri e paludose. Altrettanto forti e capaci di adattarsi dovevano essere i butteri (nome che significa conduttore di buoi, pungolatore di buoi), avvezzi al duro lavoro all’aperto e alle intemperie. Vivendo in simbiosi con i propri cavalli, percorrevano ogni giorno chilometri e chilometri al seguito delle mandrie.

Fra i compiti dei butteri c’era quello di tenere separati i gruppi di animali, divisi fra loro in base all’età, al sesso e alla capacità di riprodursi. Ad ogni gruppo veniva assegnato il pascolo più adatto (i pascoli più ricchi, ad esempio, erano riservati alle vacche che stavano allattando i vitelli), ed era necessario che i vari gruppi non entrassero in contatto fra loro.

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